Quando la nomina è obbligatoria
Il GDPR (art. 37) impone la nomina del DPO in tre casi: quando il trattamento è svolto da un'autorità o un organismo pubblico, quando le attività principali consistono in un monitoraggio regolare e sistematico degli interessati su larga scala, e quando riguardano su larga scala categorie particolari di dati, come quelli sanitari, o dati relativi a condanne penali.
Nella pratica ci rientrano molte più realtà di quanto si pensi: strutture sanitarie e studi medici, fondazioni di ricerca, piattaforme che profilano gli utenti, realtà che trattano dati biometrici o applicazioni di AI su dati personali. E anche dove l'obbligo non scatta, una nomina volontaria ben strutturata è spesso la scelta più efficiente.
Cosa comprende l'incarico
Il perimetro è quello degli articoli 38 e 39 del GDPR, declinato in attività concrete: sorveglianza sull'osservanza della normativa, supporto nelle valutazioni d'impatto sulla protezione dei dati, verifica dei fornitori e degli accordi che li disciplinano, gestione delle violazioni con la valutazione sulla notifica al Garante entro 72 ore, formazione del personale e funzione di punto di contatto per l'autorità e per gli interessati.
Negli enti pubblici, nelle strutture sanitarie e negli organismi di ricerca si aggiungono la gestione degli accessi al dossier sanitario, i trattamenti per finalità di ricerca e il raccordo con le autorizzazioni generali e le regole di settore.
Come strutturiamo l'incarico
Ogni incarico parte da un piano annuale condiviso con la direzione, così sai in anticipo cosa verrà fatto e quando. Il numero di incarichi attivi è limitato per garantire disponibilità effettiva durante tutto l'anno.
- Piano annuale di attività condiviso con la direzione
- Audit periodici e formazione del personale
- Monitoraggio continuativo e gestione dei data breach
- Interfaccia con il Garante e con gli interessati
I settori che presidiamo
Assumiamo l'incarico soprattutto dove i dati sono il cuore dell'attività e dei rischi: sanità e poliambulatori, fondazioni e ricerca scientifica, gruppi industriali e tecnologici, servizi alla persona e realtà pubbliche, startup e piattaforme digitali. L'incarico è svolto da un avvocato con certificazione CIPP/E rilasciata dalla IAPP e qualifica di responsabile della protezione dei dati certificata CEPAS.
DPO esterno da 6.000 € / anno
Compenso di partenza su base annuale, adattato alla dimensione e alla complessità dell'organizzazione. Può essere conferito insieme all'incarico di AI Officer quando l'organizzazione utilizza sistemi di intelligenza artificiale. La richiesta non comporta alcun impegno.
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Meglio un DPO interno o esterno?
Cosa succede in caso di data breach?
Il costo di un DPO esterno come si determina?
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